Crisi: Exit Strategy 2, Imparare sempre

Crisi: Exit Strategy 2, Imparare sempre

llpImparare per sempre non è una condanna! Ognuno di noi impara tutta la vita, anche inconsapevolmente. Impossibile vivere senza apprendere, senza accumulare esperienze e conoscenze nuove. Per alcuni è il "metodo" d'apprendimento ad essere ostico. Se qualcuno sapesse spiegare la Fisica in modo semplice e accattivante centinaia di persone accorrerebbero alle sue spiegazioni.

Sono convinto che il futuro della televisione, una volta terminata la sequenza dei Reality, sarà legato allo "spettacolo della conoscenza". E' già accaduto con il Dante o la Costituzione di Benigni o con le cronache di Marco Paolini. Imparare è naturale per ogni uomo e sta diventando sempre più importante per la sopravvivenza. A livello europeo emergono precisi orientamenti a creare programmi di LLP, cioè di Longlife Learning Program: imparare tutta la vita: Perché e sempre più importante?

Un tempo, fino a trent'anni fa, ci si diplomava o laureava, si trovava un'occupazione o si intraprendeva una professione, e si rimaneva legati a quel ruolo per l'intera vita professionale. Era il periodo in cui l'innovazione tecnologica progrediva lentamente. Le grandi evoluzioni avvenivano con "scatti" a cadenza generazionale, venticinque/trent'anni. Ci si inseriva nel mondo del lavoro con alcune conoscenze e solo verso lo scadere del propria vita lavorativa quelle conoscenze divenivano obsolete. I passaggi erano morbidi, indolori.

Per un ingegnere in telecomunicazioni laureatosi vent'anni fa le cose sono già messe diversamente. Le sue conoscenze di scuola non prevedevano l'uso intenso di internet; nemmeno la telefonia cellulare su reti ad alta banda; nemmeno la diffusione satellitare di massa. Insomma, le sue conoscenze al termine degli studi erano lontanissime dal mondo delle telecomunicazioni di oggi. Cosa ha dovuto fare l'ingegnere laureatosi vent'anni fa per rimanere professionalmente efficace lungo tutti questi anni? Ha dovuto studiare, intensamente. Il mondo delle telecomunicazioni ha subito una rivoluzione più imponente di quella registratasi dai Gutemberg fino agli anni '70! La stessa cosa vale per la chirurgia, per le scienze sociali e molte altre discipline.

Molte professioni hanno cicli di stabilità molto brevi; settori che solo qualche anno addietro sembravano sicuri si stanno trasformando in trappole sempre più strette, per uscire dalle quali l'unica via è rimettersi a studiare, reinventarsi la vita, aprirsi a nuovi orizzonti.
I commercialisti ad esempio, che solo qualche tempo fa sembravano essere al sicuro da qualunque crisi (vedi l'enorme numero di iscritti ad economia e commercio) , cominciano a sentire odore di crisi. Un gruppo di commercialisti bresciani si sta organizzando per offrire ai loro clienti offerte legate all'energia, alla telefonia ed ai servizi per le aziende. Questo perché le direttive di informatizzazione dei processi gestionali, la diminuzione della burocrazia e anche la crisi, stanno togliendo loro ossigeno.

Essere pronti a leggere le evoluzioni del futuro eil rimanere sempre all'erta mantenendo aperta la porta mentale al nuovo saranno le uniche vie di sopravvivenza per riuscire a stare al passo con una evoluzione che ormai corre a velocità stratosferica. I laureati di oggi impareranno all'università solo ciò che costituisce la base di tutti i loro studi futuri. Sarà vietato pensare di vivere di rendita come accadeva anni fa'.
La necessità di stare al passo coi tempi e di rinnovarsi investe come una bufera anche i quarantenni, i cinquantenni e i sessantenni di oggi. Per loro sarà sempre più probabile la prospettiva di dover necessariamente rimanere attivi tutta la vita. Ma questi non hanno ancora assimilato completamente il concetto di "apprendimento permanente", di imparare per sempre, di LLP. Questo settore della popolazione è quello che oggi è a maggior rischio di obsolescenza, ed è per loro che a livello nazionale ed europeo si stanno facendo i maggiori sforzi.

Formarsi tutta la vita è importante non solo per riuscire a fare meglio ciò che si fa, ma anche per aprirsi nuove possibilità verso il nuovo, per essere pronti ai contraccolpi del mercato del lavoro, per sopravvivere alla crisi. Ci sono aziende che ancora oggi non hanno idea del potenziale della rete: pensano di superare la crisi risparmiando, magari sull'innovazione tecnologica, magari sulla formazione. Per non parlare dei vecchi, vecchissimi modi di pensare l'apparato commerciale, abbandonato a logiche speculative sebbene sia l'unitàvstrategica cruciale per la maggior parte delle aziende. Per alcune strutture il Sales Management è fondato su teorie casuali, nincuranti di quanto il fattore umano sia considerato oggidì il bene più prezioso per l'azienda moderna. Tutto ciò perché in chi governa le aziende prevale ad un certo punto la convinzione di non aver più nulla da imparare, sicuri che il proprio intuito o il proprio istinto possano guidare ai migliori risultati! Quante aziende soffocano non per mancanza di potenziale o di mercato favorevole, ma solo per gli effetti negativi generati da un mucchio di micro decisioni improvvisate! In questo modo si finisce con lo spingere l'azienda in un vicolo cieco, dove le strategie per il futuro non appaiono perchè tutto è immerso nel buoi della casualità.

Il futuro è invece in ciò che ancora non si conosce ma che si è disposti ad imparare, nel nuovo, nella conoscenza. Questa è la principale via d'uscita da qualunque crisi!

Leave a comment