Voce d'insegnante

Voce d'insegnante

Ricevo da Emanuela e pubblico:

Venerdì scorso ero ad un convegno della Provincia sulla "lotta alla dispersione scolastica". Siamo il paese europeo a maggior tasso di analfabetizzazione e con maggior numero di abbandoni scolastici. Questi sono dati e su questi occorre riflettere.

E io ci rifletto: come madre, come docente, come operatore di orientamento nelle scuole superiori, come formatrice e come cittadina.
I ragazzi di oggi sono sempre più silenziosi, soli, chiusi in una realtà  dove non ci si diverte se non si è spinellati, ubriachi...in una parola dove non ci si diverte se non si evade. A tutto ciò si aggiungono modelli sempre più svilenti e vuoti di ogni significato. In questo Karl Popper sbagliava. La televisione non è più "cattiva maestra", E' un killer micidiale e spietato.
Ma il silenzio, la trasgressione per "necessità ", l'arroganza dei nostri ragazzi sono pure una forma di comunicazione, a mio parere un urlo violento contro tutta questa miseria... E a noi il compito di ascoltarlo. Il ministro Fioroni parla di innalzamento dell'obbligo formativo ai sedici anni con introduzione del biennio unitario (in realtà , quest'ultimo già  favorito dalla riforma moratti e già  in atto nella mia scuola da quattro anni...). Ma cosa cambia?? Cosa offriamo ai nostri ragazzi in questo "nuovo biennio"?? I soliti programmi? I soliti docenti? La solita scuola? Il vice ministro ci ha detto di rifarci pure ai programmi dell'85...E allora?? Tra le domande rivolte al vice ministro una mi ha fatto particolarmente sorridere..."ma oltre all'orientamento dei ragazzi, perchè non pensiamo ad un ri-orientamento dei docenti?" e io aggiungo...dei genitori...e dei ministri...
Critichiamo i nostri ragazzi perchè non hanno spirito critico, perchè sono sempre più ignoranti, perchè non hanno una coscienza politica e sociale. Ma entriamo nelle loro case...guardiamo quanti libri vi sono nelle loro librerie di famiglia, quanto spazio al libero scambio di opinioni..e capiamo immediatamente tante cose sui nostri ragazzi...
E allora...portiamoceli noi, genitori, docenti, alle mostre...lasciamoli dieci minuti in silenzio davanti alla Pietà  di Michelangelo...senza dire una parola, nessuna spiegazione, nessuna teoria, nessuna storia...lasciamoli sghigniazzare o incantarsi...borbottare o meravigliarsi...e poi diciamo loro che l'ha creata una ragazzo di 22 anni... Facciamogli ascoltare l'inno alla gioia di Beethoven...e poi diciamogli che l'ha composto un uomo completamente sordo... Emozioniamoli noi questi ragazzi...senza emozione non c'è apprendimento. Senza autostima non c'è apprendimento. Ma per primi...emozioniamoci noi...
Emanuela

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