Serendipità, un atteggiamento

Serendipità, un atteggiamento

Obbiettivi, obbiettivi; negli ultimi anni si sono prodotti più obiettivi che idee. Nella miope convinzione che porre davanti agli occhi un obbiettivo ambizioso sviluppi forze e capacità nascoste, si è invece causato un danno ben più grave del non raggiungere gli obbiettivi: si è lasciato atrofizzare il muscolo delle idee, strettamente legato a quello della curiosità.

La crisi sociale, economica, etica e persino emotiva che si sta vivendo è cresciuta nell'epoca del "vivere per obbiettivi". L'obbiettivo di fare "utile", di ampliare le quote di mercato, di battere la concorrenza, di trovare il lavoro, di trovare il partner ideale, di essere autonomi, ricchi e felici. Persino la felicità ci è stata dipinta come un "obbiettivo" da porsi: imponiti l'obbiettivo di essere felice in 30 giorni, raccontandoti belle cose allo specchio e impegnandoti a più non posso a sorridere alla vita, a costo di farti una plastica facciale… La felicità invece, come tutto il resto, la si costruisce, e non è detto che sia della qualità e del tipo che avremmo potuto prefiggerci con un obbiettivo. La felicità, come disse il ricercatore J.H. Comroe può essere cercare un ago in un pagliaio e trovarci la figlia del contadino ; grazie all'atteggiamento della Serendipità!

Alcune parole sono colorate, e ancora prima di conoscerne il significato evocano profumi e sensazioni. Serendipità sa di oriente, di Mille e una notte, di intimo lavorio della mente fra colori e luci. Il significato della parola non tradisce le sensazioni perché indica proprio una disposizione mentale aperta all'osservazione, alle sensazioni, alla sensibilissima percezione che nel proprio fare quotidiano sia annidato un mucchio di opportunità e bellezza che tralasciamo. Attenzione: non mi riferisco alla bellezza di ciò che ci circonda quotidianamente, che già c'è, o quella che dobbiamo sforzarci di intravvedere laddove non ci viene proprio di coglierla. E' una bellezza che sgorga dal "fare" una specie di prodotto di combustione del lavoro che può diventare più preziosa dell'obbiettivo a cui quel lavoro è sottoposto.

La serendipità è la disposizione all'osservare cosa succeda attorno a noi mentre ci muoviamo nel nostro vivere; è la capacità di cogliere le opportunità; è la forza di vivere la strada che stiamo percorrendo pronti a compiere piccole o grandi deviazioni sulla base di ciò che sulla strada abbiamo incontrato. Tempo fa ho scritto questo articolo con l'intenzione di mettere in evidenza quante occasioni ci perdiamo nell'inseguire obbiettivi e modelli senza osservare cosa accade attorno a noi, mentre cerchiamo. Disporsi alla serendipità significa rimanere disposti a vivere le sensazioni del viaggio, senza rimanere esclusivi all'idea della meta.

Serendipità non è abbandonarsi al caso, al destino, diventare fatalisti. Se si rimane a casa ad aspettarsi magie da cogliere e da trasformare in realtà è prevedibile che nulla accada. E' necessario imboccare una strada, e la via da seguire può essere dettata da una visione. Non un obbiettivo, ma una visione, un insieme di ambizioni che nascono dal nostro sognarci come vorremmo essere. La visione è formata da elementi concreti e da sensazioni intime. Gli elementi concreti sono quelli del tipo: vorrei affermarmi come medico, o musicista, scrittore o venditore. Durante il viaggio di affermazione saranno le sensazioni intime quelle che ci permetteranno di adattare gli elementi concreti alle opportunità offerte dalla disposizione alla serendipità.

Se un musicista, dopo anni di studio, si pone l'obbiettivo di entrare stabile in un'orchestra, e non pensa assolutamente ad altro, rischia di rimanere eternamente deluso, soprattutto coi tempi che corrono. Allora la corretta disposizione potrebbe essere: io mi vedo su di un palcoscenico, a fare musica insieme ad altri, vivendo le emozioni che offre il fare musica per il pubblico. Durante la strada il musicista può incontrare molte opportunità. Può avvicinarsi a qualcuno che gli propone, magari per caso, di dirigere un'orchestra: Arturo Toscanini è diventato direttore così, per caso; oppure può avvicinarsi per caso alla musica leggera e ritrovarsi a fare il musicista per Vasco Rossi; oppure può incontrare chi gli proponga di organizzare e gestire un'orchestra aprendogli un'opportunità di valutare il vivere il palcoscenico ed il piacere di far musica da una prospettiva organizzativa; oppure può incontrare chi attivi nella sua sensibilità il desiderio di portare la musica ad un pubblico di persone disagiate, diventando un musicoterapeuta. La serendipità consiste nel cogliere tutte le opportunità, valutarle serenamente e facendole diventare parte del proprio bagaglio di cose conosciute e vissute.

Analogo esempio lo si può fare per un venditore, assillato dagli obbiettivi che non sono mai i suoi ma sono quelli dei soggetti per cui lavora. Non esiste categoria più vessata e tenuta sottopressione dei venditori a provvigione, che non solo guadagnano solo se vendono, ma devono anche subire la continua pressione degli obbiettivi. I venditori più esperti dopo un po' non ascoltano più le tiritere assurde dei loro direttori vendite ancora convinti che alzare l'asticella continuamente porti a maggiori risultati. Imparano sulla loro pelle che gli unici obbiettivi che contano sono quelli di lavorare serenamente, senza assilli, senza pressioni totalmente inutili. Oggidì persino un lavoratore dipendente ha il diritto di lavorare in una situazione serena, figuriamoci un "free lance". Il venditore esperto dopo qualche tempo diventa un esperto di serendipità, cogliendo dal mercato che "batte" ogni giorno qualunque opportunità per se stesso. Ho conosciuto commerciali che in vent'anni hanno rappresentato i prodotti di dieci aziende diverse. Ogni volta migliorano la loro visione e ogni volta si ridispongono alla serendipità.

Anche i direttori commerciali dovrebbero rivedere la loro impostazione di Leadership, abbandonando i vecchi modelli ad obbiettivi per abbracciare le nuove tecniche di marketing e di management delle risorse umane. Più difficile per loro perché assai poco abituati alla serendipità. Troppi anni trascorsi a studiare metodi per raggiungere rapidamente gli obbiettivi, a qualunque costo. Ma sulla serendipità in azienda avrò modo di tornare presto.

La serendipità unita ad un modo di sognarsi (la visione) in cui partecipino sia la nostra parte razionale sia quella più emozionale è un modo di affrontare il futuro in maniera più adattata alla realtà, sempre più liquida, sempre più mutante. Al concetto di visione dedicherò il prossimo articolo

eurasia
serendipità non ha una precisa traduzione italiana quindi io ti dico la mia interpretazione nel mio campo di studio. è una scoperta casuale, cercando una cosa si sbaglia e si fa una scoperta diversa, straordinaria non voluta. Insomma c'è poco merito, se non quello di chiedersi cosa si è sbagliato e cosa si è effettivamente scoperto. un sacco di scoperte nel campo scientifico sono avvenute in questo modo. L'ultima che ho scoperto e quella che crea piu ilarità è proprio il Viagra. si cercava un ipertensivo vaso dilatatore e in vitro aveva dato i risulati voluti. Passati poi ai test sui topi, e via animali sempre pi simili all'uomo.... arrivati all ' uomo e nella popolazione maschile si sono riscontrati nuovi effetti "collaterali". comunque riguardo all'etimologia di questa parola tanto in voga nel lessico inglese deriva da una fiaba asiatica, in cui un principe di nome serendipo ( o qualcosa del genere) inciampava in tesori.

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