Il Direttore d'orchestra e la Leadership

Il Direttore d'orchestra e la Leadership

Il Direttore d'orchestra è un "leader" con un compito preciso: guidare un team di professionisti lungo un progetto che ha nell'esecuzione finale, davanti al pubblico, l'obbiettivo. La metafora Direttore d'orchestra = manager leader, non è nuova. Vorrei però proporre qualcosa di aggiuntivo: richiamerò la metafora nei suoi tratti peculiari corredandola di alcuni elementi che a chi racconta di direzione di orchestra senza mai essere salito su di un podio possono sfuggire. E poi vorrei mettere sotto esame, in una serie di articoli, gli stili direttoriali, o di leadership, dei più importanti Direttori d'orchestra. Questo perché non esiste un solo modo di essere Leader; dipende dal proprio carattere, dalle persone che costituiscono il Team, dal tipo di obbiettivo da perseguire, da un mucchio di altri elementi che rappresentano i fattori condizionanti entro i quali il Direttore d'orchestra, come il Leader, si deve muovere.

Il Direttore d'orchestra non è mai il compositore del brano che dirige, tranne che in rarissime eccezioni. Il Direttore affronta una partitura scritta da altri e dispone, organizza, predispone le tempistiche ed opera con il fine di arrivare alla migliore esecuzione possibile. In pratica è un Project Manager che guida un gruppo di persone lungo un progetto.
Il compositore non guida l'esecuzione perché è di tradizione antica ritenere che la materia scritta, la partitura, abbia bisogno del contatto con un'altra mente per diventare universale. In parole povere la mente creativa si appoggia ad una mente organizzativa per ottenere la migliore performance. Se il brano è nuovo e mai eseguito il compositore si confronta con il direttore d'orchestra apportando delle modifiche al brano per renderlo più adatto all'esecuzione.

Il leader creativo, il compositore, dovrebbe appoggiarsi sempre ad un leader organizzativo, non solo perché in questa maniera ognuno rimane più concentrato nel proprio ruolo, ma anche perché l'aspetto creativo ha necessità di operare in maniera più "liquida" cioè meno condizionata da fattori limitanti, rispetto a chi si occupa dell'organizzazione del progetto. Quest'ultimo lavora cercando il miglior compromesso fra l'idea originale ed i limiti del sistema dove il progetto deve prendere corpo. Il Direttore d'orchestra è perciò un Leader "organizzatore".

Il Direttore d'orchestra esamina la partitura del brano da lavorare e si assicura che tutti i componenti dell'orchestra, il "team", abbiano una loro parte specifica da eseguire. In sostanza ogni componente del team sa ciò che deve fare: nulla è lasciato al caso. C'è un grande margine di "interpretazione" lasciato ad ogni orchestrale, ma questa libertà interpretativa è arginata dalle linee guida dettate dal Direttore. Tutti sono ugualmente importanti, persino l'orchestrale che deve eseguire unicamente un colpo di piatti sul finale; senza quel colpo di piatti l'intera esecuzione è compromessa. Lo sa l'orchestrale e lo sa il direttore.

La partitura che regola con precisione ciò che tutti devono fare è un elemento essenziale per comprendere il ruolo del direttore d'orchestra. La metafora del direttore d'orchestra come Leader pone spesso il direttore come se fosse il creatore unico della musica, della partitura e di tutto il resto. Agitando la sua bacchetta riuscirebbe magicamente a far suonare tutti con carisma e straordinarie qualità di Leadership. Posta così la faccenda risulta irreale e fuorviante per chi volesse studiare il ruolo di Leader del direttore d'orchestra. Il direttore è organizzatore e la sua creatività si limita all'aspetto interpretativo di cui parlerò più avanti. Senza una partitura e senza che ogni orchestrale conosca quale ruolo e compito ha nel team il ruolo del direttore è nullo. Il Leader può muoversi agevolmente solo se tutti i componenti del gruppo che coordina sono al corrente del ruolo che hanno, nella maniera più precisa possibile.

Ogni componente dell'orchestra è anche a conoscenza di tutto il progetto. Sa cosa si suonerà, per quale pubblico, in quale teatro, conosce tutti gli altri componenti del team, conosce il direttore e riconosce il suo ruolo. La consapevolezza di quale obbiettivo sia al centro del progetto consente a tutti gli orchestrali di inquadrare il proprio ruolo all'interno di un prospettiva generale, motivante e molto orientante. Mi capita d'incontrare persone che hanno ruoli di un certo peso nell'ambito aziendale ma che conoscono poco i progetti a cui concorrono. Succede spesso ai commerciali che per il loro ruolo aziendale dovrebbe più di ogni altro conoscere tutto dell'azienda per cui lavorano. In un corso di formazione ho scoperto che il formatore aveva accesso ad informazioni sul prodotto precluse invece ai commerciali. E' una contraddizione senza senso! Gli sforzi dei Leader per motivare il loro team suonano spesso stonati proprio per l'idea curiosa che le informazioni sul progetto vadano versate col contagocce. Un direttore d'orchestra non potrebbe mai dirigere un'orchestra a cui vengano nascosti tutti i processi che portano al raggiungimento dell'obbiettivo.

Le prove servono al direttore per far lavorare insieme tutta l'orchestra affinché ognuno possa esprimersi in modo coordinato con tutti gli altri. Il risultato finale è l'esecuzione del brano secondo l'idea originaria del compositore, aderente all'idea organizzativo-interpretativa del Direttore, ed espressione diretta dell'esecuzione creativa di ogni singolo orchestrale. Ogni musicista ha la liberta di interpretare come desidera la sua parte. Il direttore convoglierà le diverse libertà trovando una via comune laddove ogni singolo si possa esprimere in coesione con gli altri. Il ruolo principe del direttore è esaltare ogni singola esecuzione pur dando l'impressione che ognuno segua un disegno precostituito, quello del direttore. In realtà le prove servono per costruire quell'idea, che non è precostituita ma nasce dal contributo di tutti gli elementi del team/orchestra. Il direttore orienterà la creazione di questa idea secondo la sua sensibilità (l'interpretazione), ma non eserciterà un arbitrio che toglie libertà agli altri: ogni orchestrale contribuisce alla creazione dell'idea finale tanto quanto fa il direttore. Il ruolo del direttore è perciò "maieutico", cioè volto a tirar fuori il meglio da ciascun musicista.

Vorrei, in conclusione, essere riuscito a sottolineare un concetto: il direttore d'orchestra è essenzialmente un organizzatore che ha nel compositore il suo referente creativo e nell'orchestra il suo team. Senza i due elementi complementari il direttore non ha nessuna utilità. Succede che il Leader sia senza idee e non abbia l'umiltà o l'intelligenza di trovarle altrove; capita altrettanto che il leader governi un team senza che questo si senta davvero il Team di quel leader, non ne conosca il vero pensiero, non sappia con precisione quali ruoli abbiano tutti i componenti del gruppo, non disponga di una "partitura" a disposizione.

Il direttore d'orchestra non comanda. Organizza. E nei prossimi articoli vedremo come hanno organizzato i più grandi Direttori. Cominceremo con Herbert von Karajan!

Mario (non verificato)
Molto interessante... complimenti... Curiosamente avevo appena sentito un intervista a un direttore d'orchestra (Dudamel), che dice delle cose abbastanza simili alle tue... http://www.youtube.com/watch?v=G0dAjP8rAh8 In particolare intorno al minuto 3,30... Complimenti ancora, ciao...

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