Epitaffio alla privacy.

Epitaffio alla privacy.

Per qualche anno abbiamo vissuto con l'illusione che esistesse davvero uno spazio di riservatezza nella nostra vita di uomini fra gli uomini. Si chiamava "privacy", quello spazio: il 2007 si apre con il suo funerale, giacché è certo che ormai non esista più. Almeno per gli uomini fra gli uomini.

Prima la constatazione che persino girando semplicemente a piedi o in macchina ci sia quasi sempre una telecamera che ci osserva, che registra, che archivia i nostri movimenti, a quale scopo poi raramente ci è dato saperlo. Non è una faccenda di poco conto perché ormai l'occhio elettronico sta invadendo ogni incrocio, ogni rotonda, ogni piazza cittadina e ogni lungomare. Alzando gli occhi in città è scrutando attentamente si troverà quasi sempre un'antennina, e sotto, ben camuffata, c'è la minitelecamera che registra, registra, registra. Impianti pagati da una collettività che non viene messa al corrente sull'effettiva utilità delle installazioni e alla quale non è dato sapere quali criteri regolino l'accesso alle registrazioni. Se Report ci facesse un resoconto sono sicuro che ne scopriremmo delle belle!

Poi c'è la decisione del governo centrosinistrorso che ci ritroviamo di renderci tutti trasparenti alle istituzioni di controllo finanziario. Controlli sul conto in banca, sulle carte di credito, sulle buste paga, le transazioni e quant'altro. C'è chi crede ancora che i soldi restituiscano libertà: forse, ma di certo in proporzione alla quantità. Ricordiamo tutti l'idea incredibile di Visco di istituire un archivio protetto per i cosiddetti vips. Il solo pensare una cosa del genere significa ritenere la riservatezza un privilegio da comprare, un privilegio di casta, di baronia.

Da ultimo si viene a sapere che i servizi segreti americani hanno stabilito di violare la segretezza, per sempre, di tutti i coloro i quali si recano anche solo una volta negli Stati Uniti. Dati sulle carte di credito, emails e quant'altro entreranno negli archivi dei servizi americani, rendendoli scrutabili quando loro lo vorranno, senza che a noi uomini fra gli uomini venga dato riscontro di tali controlli. Dicono che sia per la lotta contro il terrorismo ma in realtà è una scusa perché un terrorista è raro che si presenti con una carta di credito attendibile o con una email personale: viene da ridere solo a pensarci! E' un metodo per accedere alle tracce dei nostri comportamenti, dei nostri gusti, delle nostre scelte ed abitudini.

Accade anche per le tessere del supermercato. Ci fanno credere che siano un mezzo per ottenere sconti e regali. In effetti è semplice constatare che gli sconti sono rari e i regali sono a pagamento: per avere un ferro da stiro "made in China" sono necessari 5000 punti più 10 Euro, praticamente più di ciò che il supermercato ha pagato lo stesso ferro da stiro.
In realtà quelle famigerate tessere, che le Coop fanno pure pagare, sono degli strumenti sofisticatissimi di controllo sui nostri comportamenti di acquisto. Nell'archivio informatico del supermercato c'è il nostro nome con l'esatta elencazione di ciò che abbiamo comprato da quando usiamo la tessera. Attraverso questa rilevazione e l'aggregazione dei dati il supermercato sa quali siano i gusti prevalenti e le abitudini di acquisto, informazione preziosissima per l'approvvigionamento e le campagne di marketing. Niente di drammatico, si intende, ma solo qualche anno addietro una raccolta di dati simile sarebbe costata al committente fiori di soldoni. Ora ci pigliano per il naso e ci rubano la nostra riservatezza in cambio di premi a pagamento.
Io da anni non uso più le tesserine

La perdita della riservatezza è un fenomeno dilagante e piuttosto grave perché attraverso la massa di dati, registrazioni, tabulati, è possibile ricostruire interamente il quadro totale della nostra esistenza, senza però che a noi uomini fra gli uomini sia distribuito un reale vantaggio da tutto ciò.
Alcuni uomini hanno il potere di sondare nella vita di altri uomini, senza che vi sia una reciprocità.
Chi siano e con quali criteri vengano selezionati questi uomini col potere di controllarne altri non si sa. Come e dove vengano conservati tutti questi dati non si sa. Il tutto assomiglia sempre più ad una immensa organizzazione che deve trovare solo il modo di integrarsi per poi fare in modo che alcuni uomini riescano ad imbrigliare il resto dell'umanità in una rete di controllo globale, minuziosa ed invasiva.
Libertà e liberismo sono sempre più parole di fantasia perché la mancanza di riservatezza non si può coniugare con qualunque declinazione di libertà.

E la mancanza di libertà, si sa, è l'inizio della fine!

freedom (non verificato)
Tragicamente autentica la tua analisi! Ci vuole veramente una buona dose di fantasia per intravedere libertà in una realtà così costruita. tuttavia io di fronte a questa pesante verità, spezzo ancora una lancia di ottimismo e dico, anzi urlo, che in ogni caso il pensiero e il ragionamento non si possono controllare e l'Essenza dell'Uomo non si tocca! Assume a questo punto un 'importanza ancor più marcata quello che io vado dicendo da tempo e cioè ch, il futuro sarà di coloro i quali riusciranno a tenere il cervello sotto controllo, in mano come dico ai miei figli, cercando di sciogliere i lacci che ci imbragano l'esistanza ...per rimanere quello che realmente siamo. Non mi dilungo per non andar fuori tema ma ci sarebbe un fiume in piena di parole da aggiungere! Ben tornato gremus e buon anno , un anno di parole libere e senza tessere del supermercato! A proposito, le ho abolite anch'io!!!
gremus
Buon anno anche a te Freedom!

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