12 punti elettorali

12 punti elettorali

Suvvia, non prendiamoci in giro! I dodici punti non negoziabili non sono un piano di governo. Sono il primo documento elettorale di una coalizione che ha capito quale sia il suo destino: essere sottoposta al giudizio degli elettori. E come tutti i primi vagiti elettorali si rivolge agli elettori ed ai partiti. Altro non può essere un documento che si esprime in quel politichese ormai chiaro anche ai poppanti.

I dodici punti inquadrano alla perfezione le rivendicazioni della parte moderata della coalizione di centro sinistra, e sforbiciano via tutto ciò che ha fatto fibrillare le posizioni più estreme.
Viene ribadita la continuità in tema di politica estera (pensando a D'Alema), sono invocate le grazie dei senatori portavoce degli italiani all'estero (pensando a Pallaro), è confermato l'impegno per la Tav, sono confermati i piani per i rigassificatori, è rivolta attenzione al Mezzogiorno (pensando a Mastella), spariscono i Dico (pensando a Ruini), ed infine sono elencate le solite tiritere sfuggenti per la scuola, le pensioni, gli asili nido ecc. ecc.

Come si può pensare che ciò che divideva prima possa unire oggi?

Quel documento apre la campagna elettorale: non più 218 pagine ma 12 punti.

Speriamo che al Colle più alto si faccia sul serio!

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