How To:Come arredare la casa. 2. Il colore

Quando tempo fa mi chiesero di realizzare il bagno di un appartamento con delle piastrelle 20x20 color pesca devo dire che ebbi un attimo di sussulto.
All'epoca avevo già fatto abbondante uso del colore in diverse realizzazioni: appartamenti, banche, negozi, proponendo anche soluzioni audaci e non sempre facili da far digerire. Ero già assolutamente abituato allo scetticismo ed all'ironia che le mie proposte suscitavano, salvo poi raccogliere i consensi una volta che i progetti e le idee si tramutavano in ambienti costruiti da vivere tutti i giorni.

Ma quell'ondata di arancione su pavimento e pareti, in un ambiente ai piani alti di un edificio, già così luminoso per sua natura ed esposizione, mi destava qualche dubbio.

In quel caso la soluzione fu quella di inserire all'altezza di 180 cm da terra una cornice di piastrelle più piccole, 10x10, sempre del medesimo color pesca, intervallate ogni cinque da una piastrella color blue scuro.

L'effetto fu duplice: da un lato abbiamo ottenuto un maggior interesse per l'occhio, grazie a questo cambiamento di "ritmo" sulla parete. Da un altro le piastrelle color blue, in evidente contrasto con l'arancione, sono diventate uno straordinario elemento di richiamo ed orientamento per l'occhio, sembrando alle volte lampade accese, nicchie nelle parete, appigli...

Questo piccolo esempio ci accompagna nel mondo del colore con i suoi molteplici aspetti: scientifici, razionali, artistici, decorativi, storici, psicologici e via discorrendo.

Per i limiti che mi sono imposto in questa rubrica, tratterò solo alcuni di questi aspetti. E lo farò rendendo subito un dovuto omaggio a due grandi protagonisti del mondo del colore: l'occhio e la luce.

La luce perché di fatto il colore è composto di luce. L'occhio perché la percezione del colore avviene proprio all'interno di quest'organo, e poco avremmo da raccontare di un rosso carminio, di un verde bottiglia o di un giallo limone se la nostra descrizione di una percezione non fosse prima stata mediata all'interno del nostro sistema visivo.

Quasi tutti gli oggetti che ci circondano sono colorati. E lo sarebbero tutti, ma proprio tutti tutti, se non partissimo dal presupposto che gli oggetti che noi percepiamo come completamenti neri, lo sono perché sono di nessun colore, mentre quelli che noi percepiamo come completamente bianchi lo sono per il motivo opposto, ossia sono di tutti i colori.

Ciò dipende dal fatto che la luce si diffonde attraverso onde di diversa lunghezza: ad ogni onda corrisponde un colore. Pertanto l'oggetto che riflette tutte le onde luminose appare bianco, quello che le assorbe tutte, senza restituirle ai nostri occhi, viene visto dai nostri occhi come nero , mentre l'oggetto che assorbe tutte le onde tranne una, ha il colore corrispondente a quell'unica onda.
Così, ad esempio, un limone ci apparirà giallo perché assorbe tutte le onde luminose tranne quella che corrisponde al giallo.

Il fatto che quest'onda non venga assorbita significa che viene respinta, riflessa, e di conseguenza proiettata nei nostri occhi.

Nei nostri occhi poi succedono un po' di cose: la parte di energia luminosa che non viene assorbita dall'oggetto penetra la rètina dove viene "tradotta" in una serie di messaggi elettro-chimici, che chiamiamo percezione visiva, e che ci consentono di percepire la tonalità dei colori, la luminosità, la densità, la forma degli oggetti.

Ma a questo punto scommetto che voi, dopo tanti bei paroloni, vi starete ponendo la stessa domanda che si ponevano i miei clienti del capitolo precedente, quando li avevo abbandonati in mezzo alla cucina con la prospettiva di piazzarci li una bella colonna rossa per contenere televisore, libri etc.

"Ma sto rosso qui ci starà bene in cucina?".

La risposta non è mai univoca ed universale. Le scelte progettuali che caratterizzano il mestiere dell'architetto, sono un coacervo di fattori oggettivi e soggettivi.

Tra questi ultimi l'età, le abitudini, i desideri, il contesto socio-economico, i fattori educativi, le ambizioni. In altre parole ore ed ore passate ad ascoltare i clienti, ad osservarli, a misurare i loro gesti, i loro movimenti, le loro abitudini, i loro sogni, a cercare di tirare fuori quella ricchezza interna con la quale misurarsi e per la quale vale la pena pensare ad uno spazio. Il tutto senza mai tralasciare quel pizzico di sovversione ed audacia grazie ai quali si intuisce dove è che i confini imposti dal cliente possono essere travalicati.
Sovversione ed audacia che fanno del mestiere dell'architetto qualcosa di diverso dalla semplice traduzione dei desideri dei clienti in linee colorate ed oggetti nello spazio.

Fattori soggettivi sono anche quelli legati alla psicologia del colore. E' un esperienza comune che passare una degenza in ambienti dipinti con locali tenui e rilassanti, come l'azzurro o il lavanda, sia meglio che passarla in locali tinteggiati con colori forti e vivi, ad esempio rosso o giallo. Questo perché i colori esercitano una grande influenza sulla nostra psiche, fino a condizionare il nostro modo di comportarci.
E così è facile capire perché un dentifricio marrone difficilmente avrà più successo di uno bianco.

Considerare gli aspetti psicologici legati all'uso del colore diventa allora di grande importanza per creare ambienti confortevoli. Ricordo di una volta, durante la ristrutturazione di una discoteca, quando il proprietario mi chiese di risolvere il problema delle code che si venivano a creare davanti alle toilettes. Non mi fu difficile dimostrare che le toilettes della sua discoteca erano talmente belle e confortevoli che i giovani preferivano "fare salotto" li dentro, piuttosto che altrove. Trovare una soluzione non fu però così semplice.
Si trattava di rendere questi ambienti un po' meno accoglienti, senza però sacrificare gli aspetti igienici e la sicurezza.
Alla fine optammo per dipingere tutte le pareti con del colore rosso-viola, cosa che sicuramente invogliava poco alla sosta. Grazie a questo piccolo stratagemma siamo riusciti a dimezzare i tempi di attesa.

Anche qui, però, è molto rischioso generalizzare. Se in Occidente il colore del lutto è sempre il nero, sappiate che in Oriente è esattamente l'opposto"¦

Un aspetto oggettivo, è che alcuni colori si combinano più facilmente che altri. Così, ad esempio, un rosso ed un verde messi accanto creano un forte contrasto, ed in quanto tali sollecitano l'occhio ad un maggior interesse di quanto lo possano esercitare l'accoppiamento di un giallo ed un arancio. Ma perché tutto cio?

Provate a prendere dei cartoncini colorati. Uno rosso, uno giallo ed uno blu.

Dagli studi giovanili sappiamo che questi tre sono i colori "puri" o "primari" e che grazie alla combinazione di questi si ottengono i colori secondari: il verde, ottenuto con giallo e blu, l'arancio, ottenuto con giallo e rosso, il viola, ottenuto con rosso e blue.
Se a questo punto prendiamo i cartoncini dei colori primari e li disponiamo su un tavolo, e tra uno e l'altro inseriamo i tre cartoncini dei colori ottenuti per accoppiamento dei colori primari, otterremo un cerchio cromatico con questa sequenza: blue, viola, rosso, arancio, giallo, verde e di nuovo blue.
Osservando il cerchio, noteremo che alcuni colori si trovano in posizione diametralmente opposta: blu / arancio; rosso / verde ; giallo / viola. Queste coppie di colori vengono dette complementari, ed appaiono particolarmente interessanti per il contrasto e l'interesse che sono in grado di suscitare. Interesse sicuramente meno vivo ma anche contrasto meno violento allorché invece andremo ad accoppiare colori posti in posizione vicina, es: giallo/arancio; arancio/rosso; rosso/viola ; viola/blue; blue/verde; verde/giallo.

Tutte cose conosciute molto bene dai grafici, che ne tengono conto nel momento in cui devono "strillare" o "bisbigliare" i loro messaggi. Cose che conoscono molto bene anche i designers quando scelgono l'involucro nel quale confezionare gli oggetti da porre sugli scaffali dei supermercati. Ma anche quando devono progettare i nuovi cartelli e la segnaletica per un edificio.
Cose che del resto conoscevano molto bene anche i maestri della pittura del medioevo, allorché usavano i colori più poveri, quelli della gamma del giallo/arancio/rosso, facili da produrre perché prodotti dall'impasto di terre comuni, per i personaggi comuni delle loro raffigurazioni, mentre usavano i colori più preziosi, come il blue prodotto dalla polverizzazione di pietre di lapislazzuli, per ottenere un sicuro richiamo all'occhio (blue su arancio) e mettere in primo piano il velo della Madonna e l'abito del Principe.

Io per fortuna non sono dovuto ricorrere a tanta ricercatezza per ottenere delle piastrelle color blue.
Però ho ugualmente sfruttato la lezione dei grandi maestri del passato per combinare con il giusto peso la presenza di colori contrastanti tra loro. Così l'uso di una piastrella blue ogni cinque arancione, all'interno di una parete tutta arancione, ha creato quel piacevole effetto della ciliegina sulla torta. Effetto che invece scompare e risulta sgradevole nel momento in cui la torta risulta coperta di ciliegine.

E visto che parliamo di ciliegine, mi viene quasi la voglia di portarvi in salotto ed offrirvi una bella fetta di torta con una buona tazza di caffè.
Non prima però di esserci rassicurati di poter arrivare senza problemi in salotto, visto che tra un capitolo e l'altro abbiamo accumulato un lampadario, una ricca cartella colori, un po' di piastrelle, un vassoio con su una bella torta e delle tazze di caffè, e non sono proprio sicuro di riuscire ad attraversare la casa senza urtare da qualche parte.
Cosa che scopriremo nel prossimo capitolo.

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