Imparare a suonare il pianoforte

Imparare a suonare il pianoforte

Il pianoforte

Nonostante la concorrenza di chitarre, batterie e saxofoni, il pianoforte rimane uno strumento assai ambito fra chi si vuole avvicinare alla musica.

Va anche detto che imparare i rudimenti del pianoforte è molto utile a prescindere dal genere musicale che si vorrà praticare. Il pianoforte, o le tastiere, suonano ovunque: nel classico, nel jazz, nel pop, nel rock, nel liscio, nella musica elettronica e nelle avanguardie più sfrenate. Dove c'è musica c'è una tastiera. Volendo esagerare potrei addirittura dire che saper mettere le mani, anche solo per fare qualche accordo, su di una tastiera è utile a qualunque strumentista.

Acquistare il pianoforte

Il primo desiderio di chiunque desideri imparare a suonare uno strumento è metterci le mani sopra. Perciò si pone il problema di avere a disposizione un pianoforte. Qui si aprono diverse possibilità: acustico o elettrico. Benchè spesso si accomunino pianoforte e tastiere in realtà i percorsi di apprendimento si differenziano. Si dice, e a ragione, che l'ideale sarebbe iniziare sempre dal pianoforte. Il motivo è che la posizione della mano e delle dita, il modo di stare allo strumento, l'impostazione insomma, si apprende meglio con la tastiera del pianoforte, più dura e più reattiva ai movimenti delle dita.

Su di una tastiera elettronica io posso pigiare i tasti con forza o con delicatezza: il suono che si otterrà sarà identico ( a meno che la tastiera non sia "pesata" di cui dico dopo). Sul pianoforte la dinamica del suono, cioè la forza sonora, sarà invece direttamente collegata alla forza con la quale io pigio il tasto. Questa differenza fa del pianoforte lo strumento ideale per acquisire una tecnica precisa e consistente. Tuttavia non è da escludere la scelta di iniziare con una tastiera elettronica. Sarà più difficile passare poi al pianoforte ma la cosa non è impossibile, e forse, per alcuni, nemmeno necessaria.

La tastiera

Ovviamente con una tastiera elettronica non è praticabile il repertorio prettamente pianistico. Niente Bach che, guarda caso, non amava il pianoforte, ma era a favore del clavicembalo e niente Mozart se non quello organistico, niente jazz classico che con le tastiere elettroniche non va particolarmente d'accordo. Ma se la vostra passione è il rock, il pop o la musica elettronica allora potete tranquillamente iniziare dalla tastiera.

C'è anche una soluzione intermedia che, fra l'altro, consiglio di valutare con molta attenzione. Si tratta di tastiere pesate, cioè con la stessa sensibilità dei pianoforti, ma collegata ad un sistema di campionamento elettronico. In pratica sono i pianoforti elettrici, diffusissimi nella musica leggera ma utili anche per chi è ai primi anni di studio pianistico. Rispetto al pianoforte tradizionale ha il vantaggio, non trascurabile, di poter essere suonato a volume basso o addirittura con l'emissione sonora direttamente in cuffia. Ricordo infatti che il pianoforte tradizionale non passa inosservato, o meglio inascoltato, in un condominio. Il suono si sente, e non valgono soluzioni di insonorizzazione casalinga. Conosco chi ha fatto interventi acustici importanti ma senza ottenere risultati definitivi. Il pianoforte acustico tradizionale si sente, punto! Il piano elettrico risolve il problema. Si può suonare a qualsiasi ora della giornata, anche di notte.

Oggi esistono pianoforti elettrici di tutto rispetto, sia come qualità del suono, sia come sensibilità della tastiera.Gi strumentidella Yamaha sono fra questi. Attraverso il collegamento con un generatore timbrico il pianoforte elettrico può essere trasformato in una tastiera multitimbrica adattandosi a qualunque repertorio. Insomma la scelta presenta più di un vantaggio.

I costi

Il pianoforte acustico è uno strumento piuttosto costoso. Fra gli strumenti nuovi le marche più affermate, fra i pianoforti "entry level", sono senz'altro Yamaha, Kaway, Furcht, Shimmel e Schulze & Pollmann. La Yamaha, in particolare, ha da anni sviluppato una serie di strumenti con un rapporto qualità /prezzo interessante. I costi vanno dai 2500/3000 Euro a salire. Si possono trovare anche strumenti a prezzi di poco inferiori ma per gli strumenti musicali vige una regola importante: spendere meno significa quasi sempre avere uno strumento meno valido. E spesso significa anche dover, dopo pochi anni, comprare un nuovo strumento adatto alle più evolute esigenze.

Avendo la possibilità di farsi consigliare da un amico pianista, che provi lo strumento che decidete di portarvi a casa, ne avrete un vantaggio di indubbia utilità . Esiste anche un fiorente mercato dell'usato ma qui la consulenza di un esperto pianista che sappia valutare lo stato dello strumento è indispensabile, a meno che l'usato non sia proposto da un serio rivenditore che ne garantisca la qualità. In questo caso si può risparmiare qualche euro anche se complessivamente il mercato dell'usato è più utile a chi voglia uno strumento di qualità più elevata ad un costo più abbordabile.

Se uno strumento usato viene offerto a meno di 1500 Euro è bene accertarsi dello stato e della provenienza. Il pianoforte è un complesso strumento meccanico che necessita una perfetta regolazione per funzionare. In più può capitare di portarsi a casa uno strumento d'occasione che sembra splendido ma che poi ha una crepa nella struttura della cordiera o corde che non tengono più l'accordatura.

Per quanto riguarda i pianoforti elettrici anche in questo caso le marche più diffuse sono Yamaha, Kawai e Gem. Gli strumenti della Yamaha hanno fatto storia in questo settore. I prezzi vanno dai 1000 Euro in su, e valgono le stesse precisazioni fatte per i pianoforti acustici. E probabile che alcuni rivenditori vi consiglino strumenti di marche inaudite e a prezzi stracciati. Fate le vostre valutazioni ma ricordate che state acquistando uno strumento, non un giocattolo.

Prima di passare alle tastiere segnalo l'esistenza di pianoforti acustici reversibili in elettrici, cioè in grado di scostare la tastiera dalle corde dello strumento per trasformarsi in tutto e per tutto in uno strumento elettrico, con tutti i vantaggi sonori già detti. Sono contraddistinti dalla dicitura "silent" e, ancora una volta, la Yamaha ne è la principale produttrice. Costano un poco più dei pianoforti acustici tradizionali. Ma, potendo permettersi il costo, sono assai utili.

Per quanto riguarda le tastiere il panorama è vastissimo e si possono trovare decine di strumenti dai costi più svariati. Per iniziare non serve una super tastiera con campionatore integrato,  recorder e quant'altro. Ma non basta neppure una tastierina da 50 Euro. Le marche più affidabili sono Yamaha, Roland e alcuni modelli della Casio e della Gem. Come minimo la tastiera deve avere 5 ottave; non contano molto i ritmi o i timbri ma piuttosto, la qualità della tastiera. Niente tasti piccoli o troppe rotelle e marchingegni. Deve possedere una completa connettività Midi e/o Usb, una manualistica esauriente e in una lingua che siate in grado di comprendere, e la struttura deve essere solida, non troppo "plasticosa". Deve poter essere collegata alla rete elettrica.

La varietà dei ritmi e dei timbri oggi non è più così importante perché grazie al collegamento con un semplice pc è possibile accedere a sintetizzatori e campionatori software in grado di soddisfare le esigenze di raffinatissimi "sound-designer". I costi per strumenti affidabili vanno dai 500/600 Euro a salire.

I pianoforti acustici si possono anche noleggiare, e alcuni rivenditori praticano la formula del noleggio con riscatto finale. In pratica si paga la quota mensile di noleggio e al termine del contratto di nolo si può acquistare lo strumento che si ha in casa vedendosi detratta dal costo la quasi totalità delle quote pagate per il nolo. Può essere interessante ma dipende dallo strumento che si noleggia. Dover riscattare dopo tre anni uno strumento rivelatosi non particolarmente buono può non essere la scelta migliore.

Imparare a suonare il pianoforte

Una volta portato a casa lo strumento si tratta di imparare a suonarlo. C'è un ragionamento generale, che ripeterò per tutti gli strumenti, ma che è importante. Non esiste alcuna regola assoluta che dice "è fondamentale avere un maestro", ma non è nemmeno sicura la convenienza del "fai da te". Siccome Gremus ha come principio fondamentale il dire ciò che pensa, dirò che per ognuno esiste la combinazione migliore, a seconda dell'ambizione, dell'età , della disponibilità di tempo e del luogo dove si abita.

Se pensate che sia utile avere un maestro allora sappiate che oggi si trovano maestri di pianoforte ovunque: maestri privati, maestri inquadrati in scuole di musica private o civiche, maestri di conservatorio. Per quanto riguarda questi ultimi, in teoria, la riforma dei conservatori prevederebbe che non si possano iniziare gli studi direttamente nei conservatori, oggi parificati a istituti universitari. Ma siamo in Italia e le riforme sono sempre più teoriche che pratiche. In realtà, infatti, molti conservatori accettano studenti neofiti.

E' meglio un maestro privato o un maestro inquadrato in una scuola?

La risposta è: all'inizio è meglio un buon maestro, indipendentemente dal fatto che questo operi all'interno o all'esterno di strutture scolastiche. Nei primi anni il rapporto allievo/maestro è esclusivo. La scuola è influente se nella dinamica iniziale è in grado di organizzare iniziative complementari di ascolto e di pratica musicale. Altrimenti non c'è differenza. Se l'allievo instaura un buon rapporto con un maestro privato ha trovato una guida che gli sarè utile e lo appassionerà. Se troverà un maestro noioso e distaccato nel miglior conservatorio di Italia dopo pochi anni pianterà lì, strumento e musica.

Come si individua un buon maestro?

Frequentandolo, seguendo le sue indicazioni e facendogli domande. Dopo due o tre mesi ci si accorge se è in grado di trasmettervi passione oppure no. Nel secondo caso si cambia. Il livello dei musicisti in Italia oggi è comunque molto alto, per cui spesso la scelta non è ne' difficile ne' traumatica. I costi delle lezioni private per neofiti oscillando tra i 20 e i 30 Euro. Le rette scolastiche costano all'incirca la stessa cifra, esclusi i costi di iscrizione e le quote complementari.

Autodidatti!

Volendo invece fare tutto da soli, da autodidatti, si dovranno fare delle scelte precise: o ci si dedica sistematicamente e con impegno allo studio altrimenti si butta via del tempo. Suonando mezz'ora alla settimana è come non suonare. Tantovale divertirsi e suonare ad orecchio quello che si riesce ad acchiappare sui tasti. Impegnarsi significa dedicare almeno una mezz'ora al giorno o ogni due giorni. E' l'unico modo per evolversi. Sono pochi i metodi efficaci per autodidatti. La cosa migliore è affrontare gli stessi libri utilizzati dai maestri con i loro allievi. Scartare i vecchi Beyer o Hanon, ed iniziare con metodi per bambini (anche se siete adulti) del tipo Bastien.

Ultimamente ho recensito un'applicazione, Flowkey, che mi è piaciuta e che secondo me è un buon approccio per impapare a suonare il pianoforte con naturalezza.

In questo post ho interpellato un maestro di pianoforte che fornisce i consigli appropriati sulla nuova letteratura didattica per pianoforte, e non solo. Un ultimo consiglio: mettete davanti a tutto la passione e fate ciò che vi appassiona maggiormente. In questo modo anche qualche esercizio noioso potrà trovare un senso.

E non dimenticate di ascoltare, ascoltare, ascoltare ascoltare musica!

Ottimo articolo. L'impostazione che hai suggerito è perfetta. Io, pianista da trent'anni, seguo esattamente le indicazioni sullo studio che hai indicato in questo post. In più, dall'esperienza personale, ho messo insieme una serie di suggerimenti e piccole lezioni sul mio blog, al fine di dare una mano a chi si affaccia in questo spettacolare mondo del pianoforte. Anche studiare è un'arte, ma è necessario anche un pizzico di metodo, che aiuta da amplificare i successi. Un caro saluto a tutti. Domenico D'Erasmo.
gremus
Ciao Domenico, girami il link del tuo blog cosicché ci scambiamo le segnalazioni, e poi rimaniamo in contatto! Gremus

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